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HOME » PageSpeed Insights e Lighthouse: il nuovo aggiornamento del tool made in Google

Il colosso americano continua gli aggiornamenti dei suoi tool: dopo Search Console si aggiorna anche PageSpeed Insights implementando le funzioni analitiche di Lighthouse, uno degli strumenti per i webmaster più potenti di Google.

I vantaggi di Google PageSpeed Insights in ottica SEO

Utilizzare Google PageSpeed Insights è cruciale quando affrontiamo il discorso SEO, in quanto ci permette di analizzare le prestazioni della nostra pagina web sia in versione mobile sia in versione desktop. Una volta inserita l’URL della web page che vorremo analizzare, essendo un misuratore, ci verranno restiuti due risultati da 0 a 100 per le versioni del sito, insieme ai punti di forza e ai punti deboli della pagina stessa. Tempi di caricamento above the fold (ovvero il tempo intercorso tra la richiesta della pagina web da parte dell’utente e la visualizzazione della stessa) e tempi di caricamento dell’intera pagina, ecco i contenuti analizzati dallo strumento Google.

Google PageSpeed Insights è uno speed test?

La risposta è controversa: da una parte è proprio la velocità di reazione della pagina ciò che viene analizzato, dall’altra la chiave è l’ottimizzazione della pagina. Possiamo affermare che si tratta di un finto “Google speed test”, portato al perfezionamento delle pagine web, più che all’aumento della velocità del sito vera e propria.

Lighthouse: il devtool per chi si occupa di SEO e ottimizzazione

Lo strumento automatizzato Lighthouse è in grado di analizzare tutte le URL e di produrre un report, suddiviso in cinque categorie:

  • Performance: scheda tecnica generla riguardante il sito analizzato, in cui troveremo il tempo di rendering della pagina, il tempo di interazione con essa, un ottimo time-lapse formato da vari screenshot per mostrare come la pagina viene renderizzata nel browser, ecc.;
  • Progressive Web App: analisi del sito per mobile, atta a migliorare la qualità della pagina dal punto di vista smartphone e tablet;
  • Accessibility: analisi dell’accessibilità da parte della pagina da parte di chi soffre disabilità o utilizza screen readers;
  • Best practices: sezione dedicata a far conoscere al creatore del sito quali accorgimenti prendere per ottimizzarlo;
  • SEO: punteggio SEO che viene attribuito all’URL analizzata.

L’update Google di Novembre 2018

Come possiamo leggere nelle note di rilascio, questa Versione 5 dell’API di Google PageSpeed Insights ora utilizza proprio Lighthouse come motore di analisi e incorpora anche le informazioni ricavate dal Chrome User Experience Report. Viene anche segnalato che le vecchie versione dell’API saranno abbandonate da qui a sei mesi, rendendo la V5 l’unica versione utilizzabile. La nuova versione della GSPI ora si mostra molto diversa dalla precedente: vi vengono mostrati dati reali (utilizzando CrUX per confrontare la nostra pagina con pagine simili) e dati di prova (creati da Lighthouse che analizza la pagina come fosse un dispositivo mobile). In aggiunta, si viene informati sulle Opportunità di miglioramento della pagina, una Diagnostica generale e un Audit completo di tutti i test passati dal nostro sito web.

Per conoscere meglio il nuovo aggiornamento della Google PageSpeed Insights, vi lasciamo il link alle FAQ.

Perchè V5 è uno strumento must-use

Quando parliamo di SEO e ottimizzazione alcune metriche contano davvero, nonostante non tutti vogliano scontrarsi con esse. La nuova versione 5 offre veramente tanti modi per capire come migliorare il proprio sito, raccogliendo dati proveniente da utenti veri e dando ai webmaster gli strumenti giusti per ottimizzare le loro creazioni.